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E per due giorni il Centro Astalli di Bologna diventa anche seggio elettorale

E per due giorni il Centro Astalli di Bologna diventa anche seggio elettorale

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Per due giorni il Centro Astalli di Bologna diventa (anche) un seggio elettorale: uno dei sei luoghi di Bologna dove gli stranieri extra-Ue potranno esprimere il loro voto per le europee su un fac simile della scheda che italiani e cittadini comunitari troveranno al loro seggio l’8 e il 9 giugno. I seggi per gli italiani senza cittadinanza e gli stranieri extra-Ue a Bologna si apriranno, invece l’1 e il 2 giugno: dalle 15 alle 19 al Katia Bertasi (Navile), al centro Zonarelli (San Donato-San Vitale), ai giardini Fava (Porto-Saragozza) e alla onlus Hayat (Borgo Reno) e domenica negli stessi orari alla polisportiva Pontevecchio (Savena) e appunto al Centro Astalli. In più sarà in pista un seggio itinerante in cargo bike: sabato mattina prima alla Lunetta Gamberini poi ai Giardini Margherita. Oltre a ‘votare’, si potrà dire la propria su due "referendum", sul diritto di voto alle amministrative per i residenti extra Ue e sulla cittadinanza per chi è nato in Italia (Ius soli). Ci saranno anche balli e piatti tipici, a cura delle diverse comunità. I risultati saranno diffusi dopo lo scrutinio delle 'vere' elezioni per mandare un messaggio alla politica.

E’ l’iniziativa “Qui Vivo Qui Voto”, per ricordare che una parte importante della popolazione residente sarà ancora una volta esclusa dalla partecipazione democratica. La campagna "Dalla Parte Giusta della Storia" insieme a una vasta rete di Associazioni, organizza il voto simbolico e sarà possibile votare anche online tramite un QR code disponibile nei seggi. Le votazioni saranno anonime e, inquadrando il QR code, le persone potranno votare la lista dando tre preferenze. Il link della piattaforma sarà disponibile anche sulla pagina della rete "Dalla Parte Giusta della Storia", permettendo così a chi non avrà modo di recarsi ai seggi di esprimersi. “Crediamo fermamente che tutti i residenti in Italia, al di là del paese d'origine, dovrebbero avere la possibilità di esprimere il proprio voto e contribuire alla vita pubblica del nostro Paese”, dichiara Jherson Guti, dell’associazione Esperanza. “Abbiamo deciso di aderire alla rete europea Vrar (Voting rights for all residents) un’iniziativa che promuove il diritto di voto per tutti i residenti affinché la politica locale rifletta la diversità del paese”, continua Utibe Joseph, esponente della campagna “Dalla Parte Giusta della Storia”. E aggiunge: “È importante sottolineare che i voti espressi in questi seggi non influenzeranno l'esito finale, ma rappresenteranno un passo concreto verso l'inclusione di tutti e tutte. Il nostro obiettivo è sensibilizzare soprattutto i giovani sull'importanza del voto e promuovere una maggiore partecipazione democratica”. La rete "Dalla Parte Giusta della Storia” https://dallapartegiustadellastoria.it/la-campagna/ è un coordinamento di persone , attivisti che individualmente o in associazioni promuovono azioni coordinate per sostenere la riforma della legge sulla cittadinanza. A Bologna, come ha ricordato Siid Negash, consigliere comunale della lista Lepore, c’era anche stato un ordine del giorno del Consiglio comunale per sperimentare il voto simbolico per i migranti.