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Una speranza che va scelta

Una speranza che va scelta

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- Non ho visto le mani emergere dall’acqua agitarsi alla disperata ricerca di salvatori e di barche su cui sfuggire al buio della profondità del mare;

Ho visto le mani affollarsi, accalcarsi, tendersi per conquistare un sacchetto con un panino per cenare sotto i portici nel freddo e nel buio della notte della città.

- Non ho visto i naufraghi avvolti nelle coperte metallizzate per proteggersi dal freddo; 

Ho visto i senza fissa dimora nelle coperte di fortuna sotto i portici

- Ho incontrato migranti scampati alla morte in mare, talmente travolti dalla fatica accasciarsi in una angolo in strada senza riuscire a parlare con nessuno.

E ho incontrato migranti scampati alla morte in mare o nel deserto, andare a raccontare nelle scuole come ce l’avevano fatta, e ho visto studenti commuoversi e applaudire, fino a ringraziare.

- Non ho visto le sbarre della dogana chiudersi davanti a chi vorrebbe rifarsi una vita nella fortezza Europa;

Ho visto le porte delle case non aprirsi di fronte a chi potrebbe rifarsi una vita ma non trova un tetto, pur potendoselo permettere.

- Ho conosciuto giovani volontari che da Bologna si sono imbarcati per salvare vite in mare

E ho conosciuto giovani volontari dedicare serate perché la vite che sono state salvate in mare non restassero nella solitudine in città.

- E, nella notte, sotto i portici ho visto una religiosa tutta bianca sorridere, tenere testa a uomini tanto più grandi di lei e poi dire “ognuno di noi è dono”.

Migranti e volontari, vicini e lontani. Incontrati e non. Volti, di storie scoperte.

Tutto questo a Natale dice e conferma che, qui o altrove, c’è una speranza che va scelta. Perchè è un modo di vivere la storia tutto nuovo. E’ fidarsi di una promessa, che ti fa sperare che qualcosa di buono verrà fuori.

Auguri, Buon Natale, festa di grande cambiamento