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3 ottobre ieri, e oggi: le parole (del Papa) per dirlo, e non dimenticare

3 ottobre ieri, e oggi: le parole (del Papa) per dirlo, e non dimenticare
3 ottobre ieri, e oggi: le parole (del Papa) per dirlo, e non dimenticare

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Il 3 ottobre del 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, in un naufragio sono morti 368 migranti: donne, uomini, bambini. Dal 2016 il 3 ottobre è una giornata simbolo, una ricorrenza ufficiale per ricordare e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione e promuovere occasioni di sensibilizzazione e presa di coscienza. Non è facile trovare parole per parlare di un dramma così grande e che, inoltre, è continuato: dal quel 3 ottobre a oggi 37.000 migranti non sono riusciti a superare la traversata del Mediterraneo. Il Centro Astalli di Bologna ha deciso quindi di dare a questa giornata le parole di Papa Leone, in particolare alcuni passaggi del suo messaggio in occasione della recente Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Papa Leone ha fatto memoria ma con parole che vanno oltre il solo tenere vivo un ricordo, parole che è utile riascoltare oggi. 
Ecco quelle che di più hanno ‘risuonato’ e ‘risuonano’ per il Centro Astalli di Bologna e che aiutano a rileggere l’importanza del 3 ottobre: 

- “La vulnerabilità dei piccoli non conosce confini confessionali e ci accomuna in una responsabilità umanitaria e spirituale condivisa” che “diventa terreno fecondo per un dialogo interreligioso concreto, dove i credenti” “cooperino nel tessere reti di protezione” per “costruire spazi in cui ogni ragazza e ogni ragazzo siano rispettati e valorizzati nelle rispettive identità culturali”

- "Proteggere un minore significa, in ultima istanza, custodire l ' impronta divina impressa in lui"

- "In troppi modi la loro dignità viene calpestata."

- "Non è una questione di cifre o di statistiche. Il Vangelo ci invita a non fare calcoli: anche uno solo. Ogni bambino, ogni essere umano possiede una dignità infinita".