I 10 provvedimenti del governo in materia di immigrazione (gennaio-settembre 2023)
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“Non è che prima del 2022 i migranti avessero un trattamento perfetto, però ci si poteva lavorare e ragionare... Ma in trent'anni di esperienza e attività non avevo mai visto quello che ho visto nell'ultimo anno in termini di riduzione dei diritti” di migranti, siano essi già in Italia, con un lavoro e con un permesso, oppure richiedenti asilo, coloro che tentano di arrivare in Italia chiedendo protezione internazionale. Premettendo che “l'effetto è deprimente”, Nazzarena Zorzella, dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi), ha esordito con queste parole, nell'Open day del Centro Astalli di Bologna (29 ottobre) prima di elencare i 10 provvedimenti in materia di immigrazione dal nuovo Governo, da gennaio a settembre.
1. Il primo mese dell'anno è stato quello del decreto legge 1 con cui si modificano le regole per i soccorsi umanitari delle navi delle Ong. Quel decreto ha “ristretto le attività delle Ong sottoponendole a regole estremamente discrezionali”. Se prima l'approdo era la Sicilia, dopo vengono assegnati i porti di Ancona, Genova, Ravenna... “aggravando la condizione di sofferenza sanitaria e psicologica” dei naufraghi salvati.
Non si possono più effettuare salvataggi multipli: se lo si fa, si rischia il fermo della nave per 20 giorni o di più. È il “modo per fermare le navi dall'adempiere compiti che dovrebbero essere dello Stato e che invece viene lasciato alle Ong”, riassume Zorzella.
2. Di marzo è il decreto legge 20/23, il “decreto Cutro”: prende il nome dalla tragedia con 98 vittime accertate e altre disperse. Si prefigge di contrastare i trafficanti di uomini. . Interviene invece il decreto flussi che regola domanda e offerta di lavoro per i migranti in Italia in modo 'regolare'. Va a “complicare tutto” per la protezione speciale, un permesso introdotto dal 'decreto Lamorgese’, che permette di avere un permesso di soggiorno di due anni, convertibile in permesso di lavoro, a chi, già presente sul territorio italiano, se allontanato vedrebbe violato il suo diritto alla vita privata e familiare o rischierebbe nel proprio Paese persecuzioni. “Ma ci sono comunque strategie di resistenza alla volontà di abolire il permesso di protezione speciale”, segnala Zorzella.
A marzo viene introdotta una modifica del documento di viaggio che riguarda quei casi in cui un migrante da rimpatriare non ha più il passaporto (e senza passaporto non c'è prova che la tal persona venga dal tal paese in cui dovrebbe essere rimpatriato).
3. La legge 50/23 di conversione del decreto legge 20 interviene sui sistemi di protezione internazionale, individuando una serie di paesi di provenienza dei migranti che vengono considerati come “sicuri per legge”. Ad esempio, Nigeria, Costa d'Avorio e Gambia, ma anche Georgia, Paesi da cui arrivano molti richiedenti asilo in Italia. Ma, visto che sono “sicuri”, per non essere rimpatriato il migrante deve dimostrare che 'tornare indietro' costituisce un pericolo reale per la propria incolumità. Zorzella evidenzia peròche chi sbarca in fuga dal proprio paese approda ad una frontiera di cui non conosce i meccanismi legali, le regole, non ha un interprete, ed entra in una procedura che dovrebbe svolgersi in pochi giorni. Dimostrare che si è in pericolo se si venisse rimpatriati diventa così “una mission impossible”.
4. Nel settembre 2023 viene introdotta la “garanzia finanziaria” per il richiedente asilo. Anche se arriva da un paese sicuro può essere sottoposto a un periodo di trattenimento di detenzione amministrativa. Può evitarlo pagando 4.938 euro. Ma chi sbarca come migrante “non ha 5.000 euro per evitare di essere messo in un Cpr (un centro di permanenza in attesa di rimpatrio; ne viene previsto almeno uno per regione) per un massimo di quattro settimane, per poter poi fare domanda di asilo” una volta che abbia dimostrato che ha titolo per presentarla. “È la negazione del diritto di asilo”. Ed è questo provvedimento che è stato annullato con sentenze dei giudici di Catania spiegando che questa misura confligge con il diritto europeo e il diritto di asilo in Italia: dover presentare una garanzia finanziaria per evitare un trattenimento e per entrare in Italia, secondo l'Asgi, confligge con il dettato costituzionale che garantisce diritto di ingresso in Italia a chi, nel proprio paese, si vede impedite le libertà personali.
5. Aprile 2023: dichiarazione dello stato di emergenza per la questione migratoria in Italia fino a dicembre: stabilisce che, nelle regioni che hanno 'aderito' allo stato di emergenza, i Cpr e i Cas possono derogare ad alcune normative come quelle degli appalti o del codice antimafia.
6. Di giugno è il decreto legge 69/23, “il primo tentativo di ridurre i diritti dei familiari dei cittadini comunitari” e si stabilisce che i respingimenti sono materia dei giudici del Tribunale amministrativo. Che quindi può dire se un respingimento è o meno illegittimo, “ma non ha il potere di dire se quel migrante ha o meno il diritto all'ingresso” in Italia come potrebbe fare un giudice del Tribunale ordinario.
7. Di settembre il decreto legge 124/23 che istituisce i Cpr per coloro che sono destinatari di un provvedimento di espulsione: un “carcere amministrativo senza le garanzie del diritto penitenziario". Inoltre, Cpr e Cas diventano “opere di Difesa nazionale”, in questo modo, anche simbolicamente, evidenzia Zorzella, c'è un 'incardinamento' del tema al ministero della Difesa.
8. Di ottobre è il decreto legge 133/23. Assegna 20 poliziotti alle Ambasciate che, secondo Asgi, non sono prioritariamente incaricati di accelerare le procedure di rilascio dei visti; si teme quindi possano esserci dei controlli sulle persone che chiedono il visto. Cambia il meccanismo di decisione sulla seconda domanda di asilo che un migrante può avanzare quando è sottoposto a un procedimento di espulsione e sta per essere rimpatriato. Su di essa non si esprime più la commissione territoriale ma decide il Questore, cosa che per l'Asgi confligge con il diritto europeo, che assegna ad una autorità con specifica competenza professionale la decisione sulla seconda domanda (di cui si devono accertare le differenze dalla prima: cioè quali nuovi elementi siano intervenuti per sostenere la nuova domanda di asilo); e il Questore ha solo competenze di sicurezza: “Come fa a sapere e a valutare gli eventuali nuovi elementi a sostegno della domanda?”.
9. Viene modificata la legge Zampa: non è più un esame multidisciplinare a dover accertare l'età di un migrante che non si sa se sia maggiorenne o minorenne. Si torna all'rx del polso (che usa criteri scientifici riferiti a ragazzi americani degli anni '50 e quindi non adeguati alla situazione) di cui si occupa la Polizia. “La questione migratoria è sempre più una questione di ordine pubblico e sicurezza”. L'esito dell'rx del polso si può impugnare entro cinque giorni: un giovane migrante può essere espulso se entro cinque giorni non fa ricorso e chiede e ottiene la sospensione.
10. La sospensione di Schengen: la reintroduzione dei controlli di frontiera.
Un lungo elenco concluso evidenziando che si sono presi tanti provvedimenti, tutti con lo stesso 'segno', ma alla fine “mancano canali di sicuri di ingresso, mancano visti per motivi di asilo che vadano oltre il meccanismo dei corridoi umanitari”, mancano quelle misure che “sarebbero il vero modo per contrastare i trafficanti”. E 'pesa' invece il precedente dell'attacco alla giudice Apostolico di Catania che ha fermato uno dei provvedimenti del Governo. Perchè altre decisioni sui migranti si prospetta di farle passare dai giudici e Zorzella non ha dubbi che tanti, tantissimi ancora, eserciteranno la loro autonomia e la difesa del diritto. Ma la campagna contro la giudice di Catania può essere un 'caso' che rischia di condizionare altri giudici nelle loro scelte.