Mercoledì 12 giugno, in piazza Lucio Dalla, a Bologna, si è parlato di migranti. La serata è stata organizzata dalle associazioni del Tavolo diocesano migranti, di cui fa parte anche il Centro Astalli: realtà cittadine che offrono servizi per l’accoglienza. Ospiti, due migranti, volontari e operatori di strutture che, in città, operano per l’accoglienza dei migranti, e un’insolita brillante coppia. Ovvero, Pier Francesco Diliberto, in arte Pif, e il cardinale Matteo Zuppi.
Il senso della serata era di riunirsi, per affermare, pubblicamente e davanti alle Istituzioni, che è grave quello che sta accadendo. Accogliere, donare un senso di appartenenza ai migranti che arrivano, per passare o per restare, è urgente.
Una piazza affollata ha accolto le brevi testimonianze di Eden e Stanley, che hanno raccontato come sono arrivati in Italia, con quali competenze e con quali progetti per il futuro. Non c’è niente, nelle loro vite, nelle loro aspirazione nel loro agire, chiosa Stanley, di cui gli italiani devono aver paura. Gli operatori dell’accoglienza hanno mostrato una straordinaria professione di cura e ascolto.
È stata proiettata una puntata di “Caro Marziano”, una sorta di “docu - inchiesta” di Pif, che mostra i migranti della rotta balcanica, nei silos di Trieste: tristissimo approdo italiano, dopo lungo e faticoso viaggio.
Per tutta la serata, Pif e il cardinale si sono confrontati in un vivace, provocatorio, ma sempre rispettoso, dialogo, sulle migrazioni, la dignità dell’Uomo e il cristianesimo, per convenire che accogliere i migranti è necessario. Lo è per i Cristiani, perché, dice Pif, che si professa agnostico, che tra i migranti che vivono nei silos a Trieste, si incontra Cristo; ma lo è anche per chiunque creda nell'umanità.
E il cardinale, fiducioso e soddisfatto, ha ammonito che se tutti i credenti fossero agnostici come Pif, il mondo cambierebbe. Tutti, credenti o agnostici, ha esortato il vescovo, siamo chiamati a lottare per dare speranza.