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Ciack, si mangia: ecco le cinecene (film e menù da paesi lontani a braccetto)

Ciack, si mangia: ecco le cinecene (film e menù da paesi lontani a braccetto)

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I tentativi fatti ed esplorati in precedenza avevano ‘detto bene’ all’idea: in un piccolo paesino, inizialmente non del tutto accogliente rispetto all’arrivo di alcuni migranti, organizzare una cena con film aveva funzionato. Ma non un menù qualsiasi e un film qualsiasi: entrambi parlavano del paese di provenienza dei migranti. Chi c’era racconta di aver visto arrivare un centinaio di persone per gustare piatti prima della Nigeria, poi del Ghana, della Costa d’Avorio e poi, ogni volta, assistere a proiezioni di film di quegli stessi paesi. Funzionò, piacque.

Ebbene, le ‘cinecene’ hanno fatto il loro esordio anche a San Salvatore, la struttura in gestione al Centro Astalli di Bologna dove vengono attuati progetti rivolti all’accoglienza. Esordio in una serata di inizio luglio a base di cous cous in quantità e con un film tunisino del 2019 sul ritorno in patria di una psicanalista 35enne che decide di lasciare Parigi e aprire uno studio nella periferia della capitale. “Una commedia alla Woody Allen” come ha detto qualche commentatore; divertente dunque. E l’idea ha funzionato di nuovo.

LA CINECENA? PIACE, MA SOPRATTUTTO ‘ATTIVA’

Riproposta da uno degli operatori del Centro, che già l’aveva realizzata in almeno un altro paio di contesti di accoglienza migranti (strutturati ma anche ‘dal basso’), la prima cinecena si è confermato “un format carino”, è “piaciuto molto”; chi c’era l’ha vissuta come “una splendida serata in famiglia”.

Qualcosa di più di un’occasione di incontro e condivisione. Con una sua importanza. “In questo genere di attività l’ospite si attiva” come magari non sempre succede quando le cene sono curate dai volontari: “Cucina e propone attivamente una parte della sua cultura, della sua realtà di provenienza. E’ un'iniziativa davvero ‘attivante’ per gli ospiti”, che diventano doppiamente attori protagonisti del momento, per l’occasione “abbiamo aperto questa cinecena alle associazioni che gravitano sulla struttura di San Salvatore”. I volontari hanno assicurato il contorno, dolci, frutta, bibite e… pubblico. “Convivialità, sapori e cultura per conoscersi sempre di più e coltivare l’amicizia”. Stare bene in allegria, perché un’altra delle caratteristiche delle cinecene che funzionano è la scelta del film: non per forza ‘impegnato’, o legato al tema delle migrazioni, ma titoli divertenti, anche leggeri, “soprattutto rilassanti”, per dare alla serata il tono dello stare insieme gratuito e positivo. E l’intenzione è che la prima cinecena di inizio luglio sia la prima di una lunga serie.