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“Anche nel lupo c'era il desiderio di essere accolto”, valga anche per i migranti

“Anche nel lupo c'era il desiderio di essere accolto”, valga anche per i migranti

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Essere parte di una comunità è anche "non mettere confini. Noi qualche volta li mettiamo per capire e affermare chi siamo, per distinguerci", ma la bellezza è essere "fratelli tutti, non uguali tutti, ma fratelli". Ci si riesce se si guarda la città con "amore", così l'altro non "sarà mai un numero, un nemico, un estraneo, una pratica, ma sempre una persona e sempre interessante". Lo ha detto il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nell'omelia della messa per San Petronio, patrono della città, e queste parole fanno riflettere anche viste da un'angolazione che guarda alle vite dei migranti.

Confini, nemici, numeri, pratiche, estraneo sono vissuti comuni, costanti e spesso duri per chi, arrivato da lontano, cerca spazio in una società nuova e diversa e spesso fatica enormemente a trovare l'essenziale per vivere; talvolta, anzi ben più di una volta, anche solo la casa pur potendosela permettere. Zuppi ci avverte che la città "cambia se io inizio a cambiare" accogliendo con "amore e rispetto", guardando "con interesse" e cercando "di capire l'altro invece di essere distratti e pieni di giudizi malevoli". Accogliere, guardare con interesse, capire l'altro... come accompagnare, servire e difendere che segnano l'impegno del Centro Astalli.

Dio, dice ancora Zuppi, si è abbassato per sollevarci e ci insegna ad abbassarci sugli altri, nelle cose umili, a essere accanto a quei tanti che sprofondano nell'abisso del dolore". In quell'abisso' sprofondano anche le vite dei migranti: non solo in mare, ma spesso anche di fronte alle porte chiuse delle nostre città. Spesso i migranti fanno paura.

Zuppi ci ricorda allora l'esempio di San Francesco che uscì lui dalla città e andò incontro al lupo (simbolo della paura e della violenza) e seppe restituirlo "alla città: anche lui, il lupo di cui si prende cura. Perché in fondo anche nel lupo c'era il desiderio di essere accolto come persona". Ma perché questo succeda anche un lupo deve "trovare l'attenzione", il riconoscimento di una "dignità e il dialogo". Sono 'parole d'ordine' anche per l'accoglienza dei migranti, urgente e necessaria e che richiede non solo una apertura ma gesti concreti e coraggiosi lo sforzo "di tutti, scelte lungimiranti, capacità innovativa di tutti, anche della politica", di "esercitare l'amore politico collaborando assieme sui temi sociali che richiedono dialogo vero e coinvolgimento”, come dice il Cardinale. Valga anche per i migranti.