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Un bambino è nato per noi… Una bambina è sbarcata per noi

Un bambino è nato per noi… Una bambina è sbarcata per noi

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Tra Bologna e Lampedusa ci sono più di 1.500 chilometri di distanza, ma la notizia della piccola bimba di 11 anni della Sierra Leone soccorsa in mare su una zattera fatta con due pneumatici dove ha resistito, da sola, tra onde alte, vento e pioggia per più di un giorno ci ha messo pochissimo ad andare lontanissimo. Impossibile, per chi ha a cuore viaggi e storie dei migranti non farci conti: ha fatto più notizia lei delle alte 356 persone portate a Lampedusa nello stesso giorno.

A riaccendere i riflettori (e i cuori?) sulle tragedie del mare e sui migranti, a cui diventa facile nel tempo ‘fare l’abitudine’, ora riesce dunque una 11enne sola. Una storia (quasi) incredibile. Lontana da Bologna. Ma dice qualcosa anche qui e altrove?  Forse dovrebbe… Arriva il Natale e a Natale capita di sentir risuonare queste parole “poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”;  se il Natale, come è stato detto, “torna ogni volta per chiederci da che parte stiamo?”, allora questa storia risuona forte: “Una bambina è sbarcata per noi”. 

Per ricordarci di chiedere da che parte stiamo, per ricordarci che con lei c’erano 45 persone che non sono invece sbarcate, per ricordarci che per lei (come per tanti) la paura forse è alle spalle ma tanto e troppo di difficile la aspetta ora; per ricordarci, ad esempio, che a Bologna (sì proprio a Bologna) arrivano tanti minori stranieri soli, non accompagnati da nessuno, per i quali è ancora più dura trovare un alloggio, un aiuto, un appoggio; ma anche che a Bologna ci sono percorsi e progetti possibili di affido di minori stranieri non accompagnati e affiancamento di minori soli, adulti e comunità di accoglienza. Il progetto Vesta dal 2016 conta, a Bologna, 14 percorsi formativi con il coinvolgimento di oltre 200 cittadini, più di 50 accoglienze attivate e l'avvio di oltre 40 affiancamenti.

Il Centro Astalli di Bologna nella sua attività di accoglienza ha imparato che l’apertura verso chi arriva da mondi e culture lontane “umanizza” e che chi arriva può contribuire a “migliorare la nostra società”.

La ‘magia del Natale’ ci porta, proprio adesso, la storia di una bambina che arriva da lontano e accade lontano, ma che dovrebbe ri-innescare proprio questo: umanizzare, spingere a ‘vedere’ per migliorare e a trovare spazi concreti di impegno e risposta; a non dimenticare tra qualche giorno.