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“Risposte efficaci per chi fugge”, una novità da seguire

“Risposte efficaci per chi fugge”, una novità da seguire

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Promuovere e favorire l’integrazione delle persone rifugiate e richiedenti asilo sul territorio della città di Bologna”. Questo, dicono insieme Comune di Bologna e Unhcr, è lo scopo del protocollo che hanno firmato il 5 dicembre: si inserisce nella cornice della Carta per l’integrazione delle persone rifugiate, documento elaborato insieme a Unhcr, a cui il Comune di Bologna ha aderito lo scorso febbraio, per “favorire e semplificare i percorsi e le procedure di accesso ai servizi per le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate”. Il protocollo firmato da Comune di Bologna, Unhcr e Asp Città di Bologna, che gestisce il Servizio Protezioni Internazionali, “rappresenta la traduzione pratica di questo impegno, rafforzando i percorsi di integrazione”, con l’obiettivo di realizzare anche a Bologna “Spazio Comune”, un centro multiservizi per cittadini migranti dove siano concentrati i servizi fondamentali per l’integrazione delle persone rifugiato secondo il modello “one stop shop”. Lo “Spazio Comune” servirà a “offrire risposte efficaci ai bisogni delle persone costrette a fuggire, facilitando il loro inserimento sociale e lavorativo e rafforzando i legami con la comunità locale", ha detto Chiara Cardoletti, Rappresentante Unhcr.

Perché è importante

Promuovere e favorire l’integrazione delle persone rifugiate e richiedenti asilo” è un obiettivo che ben si sposa con i tre capisaldi del Centro Astalli: “accompagnare, servire e difendere i diritti” dei migranti. Dunque, questo protocollo è una novità da guardare con attenzione per gli orizzonti e obiettivi concreti che dischiude, una novità da conoscere e seguire nei suoi sviluppi e nella sua attuazione; infine, ma non per questo meno importante, una novità che rinnova l'opportunità e l'urgenza di dirsi e ridirsi che i migranti sono “persone, esseri umani degni di stima, rispetto e opportunità di possibilità”, secondo l'impegno preso dal Centro Astalli di Bologna per cambiare la narrazione su di loro.


La Carta per l’integrazione delle persone rifugiate ha l’obiettivo di  potenziare la collaborazione fra le città sull’integrazione delle persone titolari di protezione internazionale, favorendo lo scambio di pratiche, esperienze, strumenti e sviluppando i servizi già disponibili sui territori. Ad oggi hanno aderito 11 città: Bari, Bologna, Brescia, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Ravenna, Roma e Torino.