Skip to main content

Disinteressati o disinformati, la strada in salita del referendum sulla cittadinanza

Disinteressati o disinformati, la strada in salita del referendum sulla cittadinanza

Pubblicato il:

“Noi facciamo il nostro pezzettino, ma c'è ancora molta disinformazione e molte persone ancora non sono interessate a saperne di più, a conoscere opinioni diverse e inserirsi in un dibattito”. Quale dibattito? Quello per il referendum sulla Cittadinanza, uno dei temi per cui si sarà chiamati a votare l'8 e il 9 giugno 2025: a Bologna anche il Centro Astalli partecipa alla campagna per il referendum con cui si chiede di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli e alle proprie figlie minorenni. Ma appunto, come racconta chi rappresenta Astalli nelle attività di sensibilizzazione, “noi facciamo il nostro pezzettino, ma c'è ancora molta disinformazione e molte persone ancora non sono interessate a saperne di più”. Un esempio? In occasione della manifestazione per l'Europa, in piazza Nettuno a Bologna il 6 aprile, è stato organizzato un volantinaggio che ha mostrato tre categorie di persone: quelle “completamente disinteressate”, persone che pensavano che bastasse solo l'aver firmato per il referendum e molti convinti che fosse una cosa che riguardava solo Bologna.

“L'impressione è che alcuni ancora pensino che questo referendum dia la cittadinanza a troppi stranieri che si sostituiranno ai veri italiani", raccontano i volontari di Astalli. Alcune persone pensano che sia un referendum di partito. Infine, “persone interessate e felici dell'iniziativa, che dicevano però che la sensibilizzazione sul tema è poca e sarebbe necessario parlarne molto di più”.

Tra un volantino e l'altro, in piazza sotto il Nettuno, dice la volontaria di Astalli, “sono venuti molti nodi al pettine. Noi stiamo cercando di fare la nostra piccola parte però servirebbe formare una catena umana più lunga, affinché le informazioni si diffondano il più possibile. In fondo non si vuole lanciare una cosa nuova, ma un diritto che c'era già. Ormai cosa abbiamo da perdere? Se non siamo noi a combattere per i nostri diritti di cittadini, chi lo fa? Diamoci da fare!”.

Per info: https://referendumcittadinanza.it/